Il piacere di “far appassionare” – Corso Base Sci Alpinismo 2018 – Verona

Montagnanew

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Ogni anno, verso la fine del mese di febbraio, inizia un nuovo corso di sci alpinismo che va a concludersi ai primi di aprile. Anche quest’anno non ha fatto difetto. Come istruttore sezionale della Scuola di Scialpinismo Renzo Giuliani (facebook | sito) della sezione CAI Cesare Battisti di Verona, mi piacere molto questo periodo dell’anno. Apprezzo condividere e far innamorare a questa splendida disciplina e passione, ogni anno, nuovi appassionati.

Le dinamiche del corso tendono a ripetersi ogni anno. Durante le prime due / tre le persone tendono a parlare e aggregarsi, appena possibile, sulla base delle amicizie pregresse. Con il passare delle giornate assieme, iniziano a crearsi rapporti di conoscenza ed amicizia che in molti casi dureranno per molto tempo. La montagna è così. Unisce.

Quest’anno la meteo ci ha regalato, dopo alcuni anni di magra, finalmente neve a volontà. Tanto che, alla prima uscita pratica, siamo costretti a ripiegare e cercare un ambiente sicuro su Cima Trappola.

Come di consueto quest’anno, benché la meteo fosse prevista in miglioramento per il pomeriggio, la nevicata ci ha accompagnato l’intera giornata, assieme al forte vento e poca visibilità. Banechè le condizioni non ideali tutti abbiamo raggiunto la Cima Trappola (anche se dubito che tutti se ne siano accorti) e poi su al Gaibana al fine di guadagnare la discesa al parcheggio.

Personalmente le prime gite sono quelle che preferisco. Le dinamiche di formazione dei gruppi mi affascinano. Inoltre, come accompagnatore, sono le giornate che danno maggiori soddisfazioni. Gli aspiranti sci alpinisti sono spesso molto eccitati della nuova avventura e dei veloci progressi nell’imparare.

Le prime gite, d’altro canto, sono spesso caratterizzate da lamentele sopratutto di coloro che sono meno allenati. Ecco che allora la salita si trasforma in una continua attività di motivazione: la cima è sempre a poche centinai di metri, sempre dietro quel dosso in lontananza. Ma poi il tutto viene ripagato con il sorriso regalato in cima, o nel peggiore dei casi, alle macchine.

La terza gita del corso è stata pianificata in Lagorai, al Col di San Giovanni. Come ogni qual volta che ci si accinge ad una gita tra questi monti pallidi, ci aspetta una lunga forestale che risale, gradualmente, il fondovalle attraversando un bosco di abeti. Le gite in Lagorai presentano sempre questo sapore dolce amaro: generalmente le pendici di questi monti, sopra il limite del bosco, presentano una morfologia ideale allo sci alpinismo, con pendii dalle pendenze ottimali per disegnare serpentine, più o meno lunghe, in un ambiente magico. La strada forestale, però, è sempre li in aguato. Generalmente è la foriera della fine dei giochi. Il bosco troppo stretto spesso non permette di godere appieno dell’intero dislivello guadagnato. Gli allievi di tutto questo non fanno caso e generalmente si limitano ad godere dell’ambiente fatato di questi monti e delle belle sciate che regalano. Un po’ li invidio. E’ un po’ come essere bambini. Ma con il passare delle gite e dei metri verticali positivi (e negativi) sotto le solette anche loro inizieranno ad assaporare il dolce amaro di queste gite.

I Lagorai anche quest’anno hanno regalato un ottima gita, apprezzata da tutti (o per lo meno dal gruppo con cui ho avuto il piacere di trascorrere la giornata). Sicuramente il meteo è stato dalla nstra parte, regalandoci un sole alto e temperature piacevoli. La neve, dalla sua, ha risposto fin troppo bene alle temperature quasi primaverili di questa domenica di inizio marzo. Salvo che in basso, dove oggettivamente il manto stava iniziando a trasformare, in alto le condizioni regalateci sono state prettamente invernali, con neve ancora di buona qualità!

La due giorni finale, almeno per me, quest’anno è a Forni di Sopra. La meteo è stata terrible, il Sabato ci ha accolti con pioggia fino ad oltre 1400 m per tutta la mattinata. Il pendio alto ha regalato, almeno ad alcuni gruppi, una bella sciata. Ad altri un po’ più lenti la nebbia non ha rovinato la discesa. Fortunatamente il gruppo è oramai affiatato, e la meteo non è riuscita a intaccare lo spirito ed il divertimento che ha regnato fino a sera inoltrata.

La domenica non ci ha regalato un tempo migliore, benché la pioggia abbia lasciato il passo, già dalla sera di sabato, alla neve! Neve che ci ha accompagnato tutta la giornata e ci ha “permesso” di allenare la ricerca ARTVA.

Per me il corso si è concluso. Gli allievi hanno di fronte a loro un ultima uscita ma confido di rivedere molti di loro sulla neve, o per lo meno, alla cena finale!


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