Spot, inReach, PLB, GPS… facciamo un po’ di chiarezza

MontagnanewVolo

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Con la scusa di una conversazione avuta su FB e continuata di persona lungo i sentieri di montagna, mi sono reso conto che esiste una certa confusione in relazione agli strumenti disponibili sul mercato, in assenza di copertura di segnale cellulare, utili all’invio della propria posizione ai fini di una richiesta di aiuto in caso di necessità.

Sul mercato esistono varie soluzioni che permettono di inviare una richiesta di soccorso, quando fuori copertura cellulare, indicando la propria posizione geografica in modo più o meno preciso.

Chiariamo subito un punto fondamentale: per utilizzare il cellulare ai fini di una chiamata o sms di soccorso è necessario avere copertura, seppur minima, di un qualsiasi operatore telefonico – se la copertura, pur minima, manca in toto, il nostro telefono è un conglomerato di plastica ed elettronica inutilizzabile.

Ecco che allora la tecnologia ci viene in nostro aiuto. Il mercato propone vari strumenti utili all’invio di un SOS, basati su varie tecnologie. Alcuni di questi sono ingombranti, nati per utilizzi differenti (vedi nautica o aeromobili) altri invece sono di dimensioni portatili e pesi contenti, ideali per essere portati con se nello zaino quando si prevede di uscire dai beaten paths.

Per poter trasmettere la posizione geografica assieme alla richiesta di soccorso tutti i sistemi moderni includono un ricevitore satellitare.
Negli ultimi anni, grazie alla riduzione dei costi e delle dimensioni, moltissimi device di uso comune sono provvisti di chip GPS al loro interno che, grazie alla triangolazione di 2 o più satelliti, permettono di individuare il punto geografico in cui si trova l’utilizzatore.

In ambiente outdoor, in caso di incidente, può venire molto utile avere a disposizione uno strumento simile. Si pensi in caso di valanga in inverno in una valle chiusa oppure in caso di un atterraggio di fortuna in mezzo ad un bosco di una valle alpina durante un cross in parapendio.

Principi di funzionamento

In linea generale tutti gli strumenti di seguito trattati funzionano allo stesso modo: l’utente in caso di emergenza preme un bottone o tira una leva e “lui”, una volta ottenuta la posizione geografica, invia un segnale di richiesta di aiuto (messaggio di “distress“) alla centrale operativa che a sua volta allerta i soccorsi organizzati (ad esempio il Soccorso Alpino).

La trasmissione della richiesta di aiuto può avvenire in tre differenti modi: trasmissione via Radio, trasmissione tramite satellite (GPS) o via rete cellulare.

Trasmissione del segnale di soccorso via radio

La trasmissione del segnale via radio, generalmente a bassa frequenza, permette, con poca energia, di trasmettere la richiesta di aiuto a distanze di vari km di raggio. Tale tipo di trasmissione risulta oramai solo complementare alla trasmissione via satellite (vedi punto seguente) per gli ovvi limiti di portata.

Pro

  • Consumo energia / lunga durata della batteria
  • Basso costo dell’apparato
  • Nessun costo di abbonamento

Contro

  • Raggio di azione limitato, soprattutto in ambiente montano

Trasmissione del segnale di soccorso via GPS

La trasmissione del segnale avviene via satellite, ovvero il dispositivo, oltre a ricevere il segnale dal satellite (come qualsiasi telefonino) è provvisto di un trasmettitore che invia la posizione e la richiesta di soccorso al satellite e questo la inoltra alla centrale operativa.

Pro

  • Copertura globale (o quasi)
  • Consumo energia / lunga durata della batteria

Contro

  • In alcuni casi costo di gestione mensile/annuale

Trasmissione del segnale di soccorso via rete cellulare

La trasmissione del segnale avviene attraverso la rete cellulare. Generalmente è possibile inviare la richiesta anche senza la copertura della propria rete (ovvero qualsiasi operatore va bene -anche non il nostro-, purché ci sia!).

Pro

  • Costo dell’apparato nullo (se abbiamo già uno smartphone)
  • Nessun costo di abbonamento o limitato

Contro

  • Non utilizzabile senza campo telefonico, critico in ambiente montano
  • Consumo energia / bassa durata della batteria

Le varie categorie di trasmettitori segnale SOS

Sulla base di quanto detto sopra, come meglio evidenziato nel grafico riportato, possiamo quindi suddividere i dispositivi nelle seguenti categorie.

(1) Trasmettitori satellitari bidirezionali

I due principali contendenti in questa categoria sono:

Entrambi gli strumenti ottengono la posizione via satellite e permettono l’invio della richiesta di soccorso sempre via satellite. Il segnale viene inviato ad una centrale SAR GEOS attiva 24/7 la quale si occuperà di attivare il soccorso.

Entrambi i device permettono, oltre che l’invio di un SOS, anche l’invio di un messaggio predeterminato (definibile a piacere dal PC di casa) ad amici e/o parenti e/o social network al fine di far sapere che va tutto bene.

Inoltre entrambi i device permettono il live tracking della posizione dell’utilizzatore a fini di sicurezza e ludici.

La maggior differenza tra i due strumenti è riassumibile, a favore del Garmin inReach, (nelle sue due versioni) nella presenza di un display che permette:

  • l’utilizzo del dispositivo quale GPS per navigazione;
  • l’invio e la ricezione di messaggi personalizzati componibili dallo strumento o direttamente dalla tastiera dello smartphone collegato in BT all device.

(2) PLB

I PLB ( ovvero Personal Locator Beacon) sono una categoria di device nati appunto per l’invio di un segnale di soccorso in caso di emergenza. Il segnale viene inviato contestualmente tramite rete satellitare e via radio (su frequenza 406 MHz).

Il PLB va registrato presso COSPAS SARSAT della nazione di residenza.

La richiesta di soccorso inviata via satellite viene ricevuta da una stazione di ricezione (in Italia la responsabilità è della Guardia Costiera / Protezione Civile – http://www.cospas-sarsat-italy.it).

Questo tipo di device è generalmente utilizzato in ambiente marino da diporto e/o ultraleggeri. Tali device generalmente pesano di più rispetto ai Trasmettitori satellitari bidirezionali di cui sopra, non permettono il live tracking e sono più ingombranti. Inoltre il loro costo di acquisto iniziale non è indifferente e la loro batteria non è sostituibile ne ricaricabile dall’utente. Dalla loro garantiscono una durata della batteria di “anni” oltre che costi di gestione (abbonamento) nulli.

Uno dei principali produttori è https://www.acrartex.com

(3) App per smartphone iOS & Android

In questa categoria vi sono molte app differenti. Mi sento di segnalare GeoResq, app sviluppata con il supporto

del Soccorso Alpino (https://wp.georesq.it/), ma ne esistono molte altre.

Hanno tutte il forte limite: necessitano di una, benché minima, copertura cellulare. Questo limita fortemente il loro utilizzo, soprattutto in montagna e in molti paesi esteri.

A suo vantaggio le app oneri limitati sia a livello di acquisto del dispositivo (lo smartphone lo abbiamo tutti) sia a livello di canone annuale.

Altre soluzioni

Nel grafico sono riportate ulteriori alternative che non ho considerato appropriate all’utilizzo outdoor, quali:

  • ELT/EPIRB – soluzioni simili a PLB installabili su imbarcazioni ed aerei e non adatte all’utilizzo personale nell’outdoor;
  • Telefoni satellitari – teoricamente utilizzabili, ma dai costi di acquisto e gestione proibitivi;
  • Radio Rete Montagna – da segnalare poiché utilizzabile con qualsiasi ricetrasmittente PMR-466 al canale 8 sottocanale 16 (8-16). Sfortunatamente alla data attuale appare poco utilizzata. www.reteradiomontana.it

Conclusioni

Per un utilizzo anche ludico, in ambiente outdoor, dal mio punto di vista, i trasmettitori satellitari bidirezionali quali Garmin inReach e Spot Gen3 sono la scelta più semplice. Oltre a garantire un alto livello di sicurezza, permettono un utilizzo ludico, che ripaga le poche centinaia di grammi in più sulla schiena.

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